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18/10 - ANNULLATA ANCHE LA SECONDA DESTITUZIONE DI PIEDAD CORDOBA

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La seconda sentenza comminata dall’opusdeista ex Procuratore generale Ordoñez nei confronti di Piedad Córdoba è stata annullata dal Consiglio di Stato come la prima. Il 9 agosto era stata revocata l'inabilitazione politica per 18 anni a cui era stata sottoposta Piedad per presunti quanto fumosi vincoli con le FARC, che secondo Ordoñez avrebbero reso legittima la cancellazione dei suoi diritti politici. Lo scorso 10 ottobre è stata annullata anche l'inabilitazione per 14 anni comminata a Piedad
dall'inquisitore uribista per “finanziamento illegale della politica”. Piedad Córdoba potrà ora quindi tornare all'attività politica senza limitazioni di eleggibilità.
Viene riconosciuto come entrambe le sentenze disciplinari non fossero sostenute da prove e rispondessero a criteri politici volti a impedire la partecipazione politica di importanti figure dell'opposizione, utilizzando indebitamente il potere giudiziario. Tale tecnica di esclusione politica è storicamente complementare e sinergica con il sistema paramilitare e sicariale, entrambi orientati e diretti dall’oligarchia nel quadro del terrorismo di Stato.
La democratizzazione in Colombia che dovrà imporsi attraverso l’implementazione degli accordi dell’Avana, sarà una chimera senza lo sradicamento delle pratiche del terrorismo di Stato in tutte le sue forme, e passerà inevitabilmente per la rimozione di quei funzionari che si ostinano a lavorare nella logica della guerra contro il “nemico interno”, la quale è direttamente responsabile dell'enorme tragedia umana che ha vissuto il popolo colombiano sotto la dittatura mascherata della “sicurezza democratica”.

Tuttavia, avverte la guerriglia, “si rende necessario accordare nuove misure che approfondiscano e consolidino questo processo di riduzione di intensità del conflitto, affinché sia ogni volta più remota la possibilità che questo sforzo possa essere vanificato”.

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