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02/02 - COMANDANTE PABLO CATATUMBO DENUNCIA MANCANZA DI VOLONTA’ POLITICA DA PARTE DELLO STATO COLOMBIANO

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Attraverso una recente intervista, il comandante Pablo Catatumbo, membro del Segretariato delle FARC-EP e negoziatore plenipotenziario ai dialoghi di pace dell’Avana, analizza i chiaroscuri che emergono dall’attuale fase dei dialoghi, quella dell’implementazione degli accordi sin qui raggiunti e sottoscritti. Ad oltre due mesi dalla firma degli accordi Catatumbo punta il dito sulla “burocrazia statale, eterogenea, pachidermica e clientelare […] una mancanza di decisione politica strategica che
rallenta il processo di trasformazione più importante della storia recente del Paese”. Di conseguenza, fa notare ancora Catatumbo, “l’intero cronogramma dell’abbandono delle armi dovrà essere modellato alla realtà, quella in cui lo Stato ad esempio non ha ancora iniziato la prima opera di infrastruttura nel punto di preaggruppamento del Cauca, a sole due ore dalla terza città del Paese”. Un elemento centrale, rivendicato da sempre dall’insorgenza rivoluzionaria ed emerso con forza alle conversazioni dell’Avana, è la partecipazione popolare alla costruzione della pace, ed “è la mobilitazione cittadina - dice ancora l’intervistato -  che deve contribuire all’implementazione degli accordi e fare pressione sul governo affinché non si verifichino inadempimenti”. Contro i nemici della pace, capeggiati dall’ex narco presidente Álvaro Uribe, Catatumbo invita a “tessere un’ampissima convergenza sociale e politica che si impegni nell’implementazione degli accordi tanto sulle strade come nelle urne […] c’è bisogno di una enorme convocazione cittadina che imponga la pace a chi vuole continuare la guerra.”
Con  la trasformazione delle FARC in movimento politico all’orizzonte, il comandante è ottimista e speranzoso, ma si pone anche diversi interrogativi: “come fare per costruire un movimento di moltitudini che allo stesso tempo conservi principi e valori appresi in anni di clandestinità? In quale modo adattare le nostre bandiere storiche a una realtà tanto convulsa come quella della Colombia del post accordo? Come riuscire a fare un salto verso la popolazione urbana che ancora ci percepisce come lontani dalla loro realtà? […] Ci avviciniamo alla più complessa di tutte le battaglie: quella dell’implementazione degli accordi. Tutto indica che lo Stato tenterà di rendere incompiuto il più possibile, cercando sempre il modo più conveniente di raggiungere la pace. I prossimi anni saranno ricchi di mobilitazione e attività politica. Siamo disposti a questo. La vita è lotta.”

Tuttavia, avverte la guerriglia, “si rende necessario accordare nuove misure che approfondiscano e consolidino questo processo di riduzione di intensità del conflitto, affinché sia ogni volta più remota la possibilità che questo sforzo possa essere vanificato”.

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