Visite al sito:1149216
 
  • Nueva Colombia Noticias llega a Colombia
     
  • No es ideología, son derechos
     
  • "La Paz llegó para quedarse"
     
  • Banda Bassotti: omaggio ad Alfonso Cano
     
  • Nuestra arma será la palabra
     
  • ¡Se acabó la guerra, vamos todos y todas a construir la paz!
     
  • ¡Ganamos la Paz!
     

Guarda altri video

LA MULTINAZIONALE ITALIANA POLIGROW HA LE MANI SPORCHE DEL SANGUE DI CONTADINI E INDIGENI COLOMBIANI

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa



Nei giorni scorsi é stato pubblicato il risultato di una approfondita inchiesta da due ong, l’olandese SOMO e la colombiana INDEPAZ. Si tratta di uno studio dettagliato sulla multinazionale Poligrow, produttrice dell’olio di palma e del biocarburante, e le sue tutt’altro che trasparenti attivitá in Colombia.
Iniziamo col dire che la proprietà del gruppo Poligrow è composta da una fitta rete di consociate e di paradisi fiscali con sedi quali Lussemburgo, Uruguay, Panama ed alcuni territori d’oltremare del Regno Unito. Al vertice della piramide appaiono due società: la Serlick, con il 90% di Poligrow Inversiones, con sede in Uruguay e di cui non si sa chi siano gli azionisti, e con il 10% l’imprenditore italiano Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili (associazione dei produttori italiani di energie rinnovabili), fautore della fondazione artistica Sandretto Re Rebaudengo e membro del consiglio generale di Confindustria.
Quel 10% relativo alla sua partecipazione nella multinazionale non tragga in inganno, posto che essa è molto più alta se si considera che il suo nome appare come presidente fondatore in numerose imprese satelliti, nonché come garante della finanziaria con sede a Panama, la Sparkling Trust, collegata a Poligrow.
Ufficialmente, 15.000 ettari della multinazionale Poligrow sono adibiti a coltivazioni di palma africana; ma nella pratica l’impresa possiede quasi 80.000 ettari, e 11.000 attraverso soci commerciali, tutti nell’area rurale attorno a Mapiripán, nel dipartimento colombiano del Meta. Poligrow si è acaparrata illegalmente gran parte di queste terre, con l’aiuto di paramiliari e autorità corrotte che hanno venduto irregoralmente territori ottenuti con false titolazioni o considerati “senza proprietà”. Inoltre, la Poligrow controlla direttamente le imprese che nella regione processano la palma e la trasformano in biodiesel.
A Mapiripán i paramilitari di Stato hanno compiuto diversi crimini, tra i quali il più feroce fu il massacro realizzato tra il 15 e il 20 luglio del 1997, quando per 5 giorni torturarono e uccisero ininterrottamente diversi abitanti del municipio, con la regia di alti comandi militari e la complicità/silenzio delle autorità nazionali e locali. Negli anni, oltre 15.000 persone hanno dovuto abbandonare la zona a causa delle minacce e delle aggressioni paramilitari, andando a confluire in quell’enorme fiume di disperazione e sfollamento degli oltre 6 milioni di profughi interni, triste primato mondiale della Colombia.
Ci sono anche diverse denunce di violazioni dei diritti umani e sindacali ai danni dei lavoratori dell’impresa, costretti a vivere con salari da fame e con la costante minaccia dei gruppi di vigilanza, in baracconi senza acqua potabile né luce. La situazione è così grave che a luglio del 2014 i paramilitari hanno assassinato di fronte a tutti un giovane all’interno di un accampamento di lavoratori della Poligrow, per “dare l’esempio”.
Secondo fonti dell’inchiesta delle ong sulla Poligrow, l’amministratore delegato di Poligrow Colombia, Carlo Vigna Taglianti è il mandante principale di minacce e pressioni nei confronti di diversi piccoli proprietari terrieri affinché questi siano de facto obbligati a vendere, o forse è meglio dire svendere i propri appezzamenti.
Inoltre, il progetto espansionista di Poligrow ha messo le sue grinfie sui territori ancestrali delle comunità indigene Sikuani e Jiw, violandone sistematicamente i diritti, ed il relativo uso di pesticidi e di sostanze cancerogene mette in pericolo la loro vita e l’intero ecosistema della regione.
Denunciamo senza mezzi termini la Poligrow, che cerca di presentarsi internazionalmente come impresa “ecologica” per il fatto di produrre biodiesel, quando in realtà questo è un anello pericoloso e dannoso dell’agro-business che inquina i territori, impone sementi geneticamente modificate ed asfissia le coltivazioni di prodotti agricoli per il consumo umano. Nel caso colombiano, con l’aggravante dell’accaparramento dei territori mediante la violenza narcoparamilitare e militare. La Poligrow ha le mani sporche del sangue di indigeni e contadini, ed è ora di smascherarla a livello mondiale.

Associazione nazionale Nuova Colombia

22 novembre 2015

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Altri Clamori dalla Colombia...